| Accedere all’acqua potabile, aprendo un rubinetto, è oggi un gesto semplice e scontato che ha una lunga storia e ancora non è una realtà per tutti. Per lo sviluppo delle civiltà che ci hanno preceduto la disponibilità dell’acqua ha sempre rappresentato una chiave di volta decisiva . Questo legame tra esseri umani ed acqua sembra mostrare, all’inizio del secondo millennio, grandi incrinature, che potrebbero portare una gran parte della popolazione della Terra sull’orlo di una crisi senza precedenti.
| Mostra delle 5R allestita a palazzo Marchesi in occasione della giornata mondiale dell'acqua 22-23-24 Marzo 2004 |
La frattura netta tra gli strati di popolazione che godono di una grande quantità d’acqua e quelli per i quali, la quantità e la qualità sono largamente insufficienti si va allargando. L’acqua nel 2005 è lontana da essere considerata bene comune dell’umanità : I paesi sviluppati continuano ad ignorare sistematicamente l’emergenza idrica che attanaglia i paesi del Sud del mondo, dove le tensioni sociali, economiche ed ambientali legate all’emergenza idrica si ripercuotono sull’assetto socio-politico mondiale. Tutto ciò è intollerabile e inaccettabile: l’acqua fonte di vita è un bene comune che appartiene a tutti gli abitanti della terra : - Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile individuale e collettivo. L’acqua deve contribuire al rafforzamento della solidarietà tra i popoli, le comunità, i paesi, i generi, le generazioni. Ed è sui problemi dell’approvvigionamento e della qualità dell’acqua, che si concentra l’attenzione delle Nazioni Unite, che hanno proclamato il 2003 anno mondiale per l’acqua; il 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua il cui scopo è quello di rendere più consapevoli i cittadini del nord del mondo ad adoperarsi per non sprecare la preziosa risorsa e a fare in modo che i propri governi adottino delle politiche di salvaguardia e sviluppo delle risorse idriche nei paesi del sud del mondo. La gestione razionale delle risorse idriche non riguarda solo il sud del mondo. Segnali preoccupanti arrivano anche dalle nazioni industrializzate, dove spesso l’abbondanza relativa dell’acqua diventa spreco nell’immediato, mettendo in pericolo le riserve per il futuro. L’Italia sotto questo aspetto è la pecora nera dello scenario. Se a Berlino la dispersione di percentuale di acqua potabile è del 5%, nel sud del nostro paese si raggiungono picchi del 50% e la situazione peggiora nel tempo. Nel 1975 la perdita complessiva dei nostri acquedotti era del 21%, su scala nazionale, mentre oggi la dispersione è arrivata al 30%, contro una media europea del 13%. In Italia un terzo degli italiani non gode di un accesso regolare e sufficiente di acqua potabile, le risorse idriche sono sfruttate in maniera eccessiva e sconsiderata con perdite medie che si aggirano attorno al 30%; gli investimenti nell’industria dei servizi idrici sono meno di un terzo rispetto al 1985. dei 210 litri medi di acqua potabile procapite, solo tre litri vengono usati per dissetarci, il 30% va a finire nello sciacquone del bagno, il 30% nelle lavastoviglie e lavabiancheria e poi alle docce, al lavaggio degli utensili….. è stato calcolato che sprechiamo circa 18 litri d’acqua al giorno facendola scorrere dai rubinetti per avere l’acqua più calda o più fredda. Nel sud del nostro paese il 78% della popolazione ha una disponibilità insufficiente di acqua e non per mancanza di risorse idriche ma per la pessima gestione della rete distributiva. Se aggiungiamo il fatto che spesso l’acqua potabile è utilizzata male per usi agricoli e industriali, abbiamo un quadro complessivo della situazione del nostro paese non esaltante. A Palermo, mentre si continua a programmare interventi per veicolare risorse idriche fuori del territorio comunale sottraendoli all’uso irriguo e in presenza di consistenti risparmi dovuti alla diminuzione di perdite con la nuova rete di distribuzione, non si attivano interventi per l’utilizzazione di consistenti flussi di acque superficiali che si sversano in fognatura, si continuano a utilizzare, anche da parte dei privati, acque di falda media-profonda da pozzi, risorsa preziosa e strategica, non si decide la completa veicolazione delle acque di fognatura verso i depuratori esistenti con conseguente uso, per gli usi civici, di acque reflue depurate utilizzando soprattutto l’attuale presenza della vecchia rete di distribuzione (rete duale). Da quasi tre anno diversi volontari hanno attivato “Il seminario permanente sull’acqua a Palermo con l’obiettivo: di riportare il dibattito sull’acqua tra i cittadini per promuovere la conoscenza pubblica collettiva, a cominciare dalla nostra storia e dalla nostra memoria, sui problemi dell’acqua per favorire forme di partecipazione effettiva alla gestione democratica dell’acqua a tutti i livelli, da quello locale a quello internazionale; di contrastare la banalizzazione accettata della trasformazione dell’acqua da bene comune vitale in un bene economicamente privato; di essere più consapevoli delle debolezze strutturali e delle connessioni della gestione del territorio: dai dissesti urbanistici, al mal governo dei bacini fluviali, dalle debolezze della lotta alla deforestazione agli inquinamenti agricoli – industriali, agli sperperi delle reti di distribuzione e a quelli domestici; di proporre soluzioni integrate di gestione del territorio non essendo più sufficiente reagire solo agli stati di ricorrente emergenza idrica; di applicare ai problemi del territorio la regola delle 5 R – Rispetta – Ripensa – Riduci – Riusa - Ricicla, nella convinzione che non bisogna dimenticarsi del potere delle nostre scelte quotidiane e cambiare stile di vita giorno dopo giorno nella nostra vita. - Interventi in corso nel territorio : Far conoscere ai cittadini le caratteristiche del bacino imbrifero di Palermo e il sistema idrico e fognario della città: invasi, pozzi, sorgenti, qanat, rete di distribuzione principale e secondaria potabile, rete di smaltimento acque meteoriche, rete fognaria. Recupero della storia e della memoria del territorio della città: recupero delle carte antiche tematiche e loro traduzione in formato elettronico, studio dell’evoluzione del territorio. Sensibilizzazione dei cittadini sulle possibilità di risparmio, riuso e riciclo dell’acqua nelle proprie case. Lotta contro il processo di privatizzazione dei servizi pubblici nel nostro territorio . Collegamenti e messa in rete con gli altri gruppi (oltre 30) che in Italia si occupano già delle tematiche sull’acqua e si impegnano con le amministrazioni locali per evitare il processo di privatizzazione dell’acqua in Italia. |